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Liturgia del giorno

San Francesco di Paola

 

La statua lignea ‘800esca, di discreta fattura, ha subito nel corso degli anni così tante interpolazioni da perdere la sua bellezza primordiale. Per questo motivo, alla fine degli anni ’90, ormai malconcia e tarlata, venne rimossa dalla sua abituale collocazione e sostituita con una pessima copia in vetroresina. I primi danni subiti dalla statua risalgono già agli inizi del ‘900 allorquando, manomessa da un non precisato scultore, veniva ritoccata un’altra volta da un artista leccese appositamente chiamato dall’Arciprete Raschellà per riparare i guasti del precedente restauro: l’opera, infatti, appariva gravemente interpolata ed esteticamente non più accettabile. In tempi recenti, un ulteriore intervento di ridipintura, la sostituzione della predella e l’apposizione di pesanti stuccature in pomice ne avevano definitivamente inficiato la fruibilità. Nel 2002, finalmente sottoposta a restauro, l’opera ha riacquistato il suo pristino splendore con il ritorno alle policromie originali, interessanti soprattutto nel trattamento degli incarnati. Anche se la struttura del saio e la resa di alcuni particolari appare non ben definita, talvolta quasi abbozzata, risalta in questa scultura, più di ogni altra caratteristica, l’espressività intensa e benevola del viso che, nello stile esecutivo, appare quasi autonomo in confronto alle altre parti del corpo.

© Descrizione a cura del Dott. Gianfrancesco Solferino

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