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Liturgia del giorno

SIDERNO MARINA E LA CHIESA DI MARIA SS. DI PORTOSALVO nell'attività pastorale degli Arcipreti Mons. Vincenzo Raschellà e Mons. Antonio Incognito

L'8 ottobre 1954, dopo lunga malattia, cessava di vivere Mons. Vincenzo Raschellà (nato a Caulonia il 6 novembre 1876), arciprete per 34 anni di Siderno Marina, autore di interessanti opere di argomento religioso, eccellente predicatore, Cameriere segreto di Sua Santità. Mons. F. Caporale, della Diocesi di Squillace, parlando dell'arciprete Raschellà, disse che, "fornito d'intelligenza non comune, di spirito d'iniziativa e di senso pratico, sapeva affrontare con coraggio e tenacia e superare ostacoli e contrasti, in forme alle volte vivaci, ma sempre nella linea dell'equilibrio composto e signorile che lo faceva apprezzare e rispettare da tutti, anche da eventuali momentanei avversari" (da: "La Regina di Portosalvo", Settembre-Ottobre 1954). Trasferito, nel 1920, a Siderno Marina da Bianco, dove era stato arci­prete, mostrò subito per il nostro paese e la sua chiesa una particolare predilezione. Concepì allora il disegno di dare a Siderno, "che amava vedere sempre più bella e più progredita", una nuova chiesa che fosse degna della Cittadina e della sua celeste Patrona.  "Attraverso alterne vicende, attraverso battaglie, contrasti, sforzi eroici ed ansie irrequiete", mons. Raschellà riuscì, con la cooperazione generosa della Cittadinanza, a realizzare un'opera, il nuovo Tempio alla Madonna di Portosalvo: "testimonianza imperitura della sua appassionata e instancabile attività", come bene sottolineò l'Amministrazione Comunale del tempo in un manifesto fatto affìggere in occasione della scomparsa dell'amato Pastore. Mons. Giuseppe Piccolo da Mammola, nell'illustrare la figura e le tappe più importanti dell'attività pastorale di Mons. Raschellà, disse, tra le altre cose, che Egli lasciava "ricordi storici degni di essere inseriti nella Sidernografìa": il Congresso Eucaristico Mariano, la Pontificia Incorona­zione della Immagine di Maria SS. di Portosalvo (8 settembre 1923), la fondazione del bollettino "La Regina di Portosalvo " (1923), le celebrazioni per il primo centenario della Parrocchia, la consacrazione della Chiesa, avve­nuta il 22 aprile 1953 ad opera del Vescovo Mons. Fra Pacifico M. Perantoni. Episodi di vita religiosa che miravano certamente ad un fine precipuo : fare della chiesa di Maria SS. di Portosalvo un celebre santuario mariano. Nominato arciprete di Santa Maria di Portosalvo, con Bolla pontifìcia del 4 dicembre 1954, il sacerdote Antonio Incognito (18-2-1922 – Siderno -20-12-1987), già Vicario cooperatore nella medesima Parrocchia fin dalla sua ordinazione sacerdotale (8 luglio 1945), accanto al "pesante lavoro pastorale", assunse il compito di completare la Chiesa "di quelle rifiniture e decorazioni necessarie" perché diventasse veramente il tempio che Mons. Raschellà tanto desiderava, "a maggiore gloria di Dio e della Sua Santissima Madre". Siderno tutta salutò con gioia la nomina ad arciprete di Siderno del Sac. Antonio Incognito, figlio di questa generosa e nobilissima Cittadina, che aveva risposto "alla divina chiamata" con tutto lo slancio del suo cuore, innamorato di Cristo. Sin dai primi anni del suo magistero sacerdotale seppe adempiere con zelo e con amore ai suoi doveri pastorali, pur tra le numerose difficoltà di varia natura e le ferite materiali e morali che la guerra aveva lasciato anche a Siderno, e che ancora non si erano completamente rimarginate. Mons. Antonio Incognito, che ben conosceva i bisogni della gente, bisogni che potevano indurre o alla disperazione senza speranza o alla rivolta più pericolosa, fu sempre vicino col cuore e con l'impegno di pastore alla popolazione di Siderno, offrendosi più di una volta come interlocutore paterno ed autorevole nei rapporti tra gli organismi politici che, anche a Siderno, qualche volta scivolarono sul terreno dello scontro più acceso. Scriveva nel 1955: "Questo popolo tanto agitato, questo ambiente tanto discusso, questo centro tanto lottato ha bisogno di vita, di spazio, di lavoro. Ecco il problema del suo movimento. Chi sa penetrare nell'animo di questo popolo troverà un fondo di bontà eccezionale, un desiderio di pro­gresso e di sviluppo, uno spirito aperto a tutti i problemi. Diciamo questo al di sopra di tutte le faziosità ed interessi che possono esistere . . . Vari sono i problemi da affrontare e risolvere. Il problema del commercio, della industria, del lavoro, delle abitazioni, dell'acqua, delle strade, della scuola, dell'educazione, degli uffici, della religione. Sono problemi scottanti che si ricollegano ad altri. Richiamiamo, perciò, l'attenzione di tutti: dei sider-nesi e delle autorità nazionali, civili e religiose. Bisogna creare una forza morale che miri ad unire sinceramente tutti i migliori elementi capaci di studiare con interesse generale e con amore questi problemi, preparando progetti e facendo i dovuti passi. Non ama Siderno chi si perde in personalismi e sfugge i mezzi e le vie che offrono il bene. Questo diciamo a tutti. Alle Autorità rivolgiamo la viva preghiera di assistere questa cittadina,venendo incontro a tutti i suoi bisogni" (da: "La Regina di Portosalvo", gennaio-febbraio 1955). Come tutti i sacerdoti che si erano succeduti nel governo della Parroc­chia e che avevano lavorato "con grande zelo per la gloria di Dio, il culto della Madonna ed il bene delle anime", anche Mons. Incognito consacrò la sua vita perché la devozione dei fedeli alla Madonna fosse sempre viva. Le numerose opere che adornano la chiesa indicano con quanta fede e generosità il popolo sidernese abbia contribuito sempre a rendere più" bello e più invitante alla preghiera il tempio sacro alla Madonna. Sono opere del cuore dei figli di Siderno l'altare monumentale, la balaustra (che ora adorna la Cantoria), il pulpito, il fonte battesimale, le due acquesantiere, i candelabri di bronzo dorato, la via crucis, le campane, le due corone d'oro della Madonna e del Bambino Gesù, il pavimento e tante altre cose che sono testimonianza della fede e della carità dei sidernesi, a qualunque estrazione sociale appartengano. Con l'aiuto dei fedeli Mons. Incognito completò la pavimentazione della chiesa, adornandola di uno zoccolo in marmo, di una vetrata artistica a ricordo dell'Anno Mariano 1954, opera realizzata a Firenze dal maestro vetraio Guido Polloni e inaugurata nel 1957, in occasione dei festeggiamenti in onore alla Madonna di Portosalvo. Nel 1959, anno centenario della Parrocchia, fu innalzato un monumento alla Regina di Portosalvo nella piazzetta dove un tempo sorgeva il vecchio tempio. E inoltre Mons. Incognito realizzò l'impianto di illumina-zione, restaurò il simulacro della Vergine, ingrandì l'ex "Cappella della Vittoria", oggi "Cappella dei Santi", arricchendola di una finestra istoriata, realizzò l'altare del SS. Sacramento, fornì la chiesa di banchi, confessio­nali, paramenti sacri e di quanto occorresse al culto e alla nuova liturgia. Insegnante di Religione in varie scuole della Cittadina, cosciente delle responsabilità che pesano sulla missione di un sacerdote, Mons. Incognito "alzò spesso la voce e manifestò la sua profonda preoccupazione per la vita spirituale e religiosa della popolazione di Siderno", ogni qualvolta si accorse che potevano essere compromessi i valori morali e spirituali del popolo. Il suo nome resta particolarmente legato alla realizzazione della Casa canonica, un'opera che lo tenne impegnato per ben quindici anni in viaggi presso uffici competenti e pratiche, tra amarezze e speranze. Il 5 marzo 1978, alla presenza di autorità civili e religiose, Mons. Fran­cesco Tortora, Vescovo della Diocesi, benediva la prima pietra e veniva murata la seguente pergamena: "Essendo Capo Supremo del Mondo Cattolico Paolo VI Pontefice Mas­simo. Presidente della Repubblica Italiana Giovanni Leone. Oggi, 5 marzo dell'anno 1978, alle ore 16.30, presenti il Consigliere Regionale Aw. Pasquale Barbaro, il Presidente della Provincia di Reggio Calabria prof. Cosimo Iannopollo, il Sindaco della Città prof. Giovannino Riccio, l'Arci­prete del luogo Mons. Antonino Incognito, le Autorità cittadine ed il popolo convenuto, S.E. Mons. Francesco Tortora, Vescovo della Diocesi Gerace-Locri ha benedetto e posto la prima pietra per la costruzione della Canonica ed Opere di Ministero Pastorale della Parrocchia di S. Maria di Portosalvo in Siderno Marina (R.C.) Auspice la Regina di Portosalvo Patrona della Città ed i Santi Protettori San Francesco di Paola e Sant'An­tonio di Padova. Siano rese grazie a Dio, cui è dovuto ogni onore e gloria". Completata in soli due anni di lavori, la Casa canonica fu inaugurata e benedetta da S.E. il Vescovo Mons. Francesco Tortora sabato 11 ottobre 1980, alle ore 17.30, alla presenza del Sen. Giuseppe Beniamino Fimognari, dell'On. Pasquale Barbaro, del prof. Cosimo Iannopollo, Presidente della Detta cerimonia è ricordata da una lapide posta all'ingresso della Casa canonica che recita: "Con zelo tenacia sacrifici Mons. Antonio Incognito volle far sorgere questa Casa canonica per le pastorali attività e il rifiorire della vita cristia­na. Eretta nella XXV Ricorrenza della Sua investitura, venne benedetta ed inaugurata l'I 1 ottobre 1980 dal Presule Diocesano Mons. Francesco Tor­tora. Plaudenti Clero Autorità Popolo. Siano rese grazie a Dio e alla Vergine di Portosalvo". Nel 1977 Mons. Incognito fondò il "Centro Studi Sidernesi", che doveva comprendere un Archivio storico ed una Biblioteca storica regio­nale e nazionale. A tal fine raccolse con amore e pazienza certosina nume­rosi documenti, che i suoi successori dovranno curare e arricchire per l'o­nore di Siderno e della sua storia. Fece giungere ai Sidernesi sparsi nel mondo la voce del Bollettino "La Regina di Portosalvo "; fu più volte a Toronto, nella comunità dei sidernesi, per celebrare insieme con loro la festa della Madonna di Portosalvo. Fu proprio durante uno di questi viaggi che maturò l'idea di realizzare la porta di bronzo, opera insigne dello scultore Giuseppe Correale. Il male che lo aveva assalito alcuni anni prima non gli diede il tempo di vederla realizzata nel bronzo. Il giorno dei suoi funerali la porta giaceva per terra in attesa di essere sistemata al suo posto. Le parole del Vescovo hanno toccato il cuore dei presenti alla mesta cerimonia, (……). Gli occhi di tutti erano umidi di pianto sincero. A succedergli nel pesante compito di guidare la parrocchia è stato chiamato, prima come amministratore parrocchiale (31-12-1987) poi come arciprete (15-9-1988), don Rocco Musolino (p. Giovanni OFM Cap.), qui tra­sferito dalla parrocchia di S. Maria dell'Arco, che va impostando un progetto pastorale i cui frutti già si raccolgono giorno dopo giorno.Provincia di Reggio Calabria, del Sindaco di Siderno prof. Giuseppe Romeo, di numerose autorità civili e religiose.

Ricordo della consacrazione della Chiesa 22-aprlile-1953, celebrata dal Vescovo Mons. Perantoni. L'arciprete porta in processione le sacre Reliquie che vanno suggellate nell'altare maggiore.

© A cura di Luigi Vento

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