Parrocchia Santa Maria di Portosalvo
FEBBRAIO
Perché la lotta contro le malattie e le grandi epidemie nel Terzo Mondo
trovi nello spirito di solidarietà una sempre più generosa collaborazione da
parte dei governi di tutte le Nazioni.
Anche l’intenzione missionaria di questo mese tocca uno dei problemi più gravi della parte del mondo più povera e meno sviluppata. Il problema delle malattie contagiose e della conseguenti epidemie che provocano, se non si prendono i provvedimenti adeguati. Sembra un problema così distante da noi, dove l’attenzione alla salute è garantita e protetta, anche se talvolta a costi un po’ elevati. E’ pure vero che la diffusione di alcune malattie contagiose è in diminuzione, grazie ai progressi della ricerca scientifica. Le malattie responsabili di tanti decessi stanno diminuendo anche grazie alle vaccinazioni e all'abbassamento dei costi dei farmaci, ma in vari paesi in via di sviluppo, vari virus minacciano ancora e addirittura invertono questa tendenza. La più sterminante di queste malattie è l’Aids. Ogni giorno, nel mondo, mille bambini muoiono di aids e sono milioni di individui ancora oggi affetti dall'hiv nei paesi del Terzo Mondo. I sostegni economici sono destinati alla prevenzione, alla cura e alla ricerca nei paesi in via di sviluppo, ma sembrano mai sufficienti. Per quanto riguarda i paesi con i tassi di natalità più alti nel mondo, come la Cina o l'India, l'Aids non è ancora la causa principale della mortalità infantile, ci sono altre malattie che provocano morte, particolarmente quelle causate dalla fame e dalla mancanza di igiene. In Occidente il fenomeno alimentare più diffuso è la sovralimentazione. Noi soffriamo di mali fisici tipici del nostro modo di mangiare: disturbi al cuore, appendicite, calcoli, vene varicose, emboli, trombosi, ernia, emorroidi, cancro del colon e del retto, obesità, ecc… Nei paesi poveri il fenomeno è la sottoalimentazione con conseguenze gravi: dimagrimento, apatia, debolezza muscolare, depressione del sistema nervoso, minor resistenza alle malattie, invecchiamento precoce, morte per inedia. Il quadro è impressionante. Sembra di poter concludere che esiste un’altra guerra che è quella delle infezioni e delle epidemie. E noi continuiamo a non pensarci. Nei primi anni ottanta, la guerra alle malattie infettive sembrava vinta. Il vaiolo veniva dichiarato estinto e si diffondeva l'idea che l'influenza sarebbe stata l'ultima epidemia per l'umanità. I vaccini, gli antibiotici e gli antivirali sembravano infatti armi abbastanza potenti da sconfiggere qualsiasi nemico. Ma poi arrivò l'AIDS a dire che la previsione era sbagliata. Non solo: mentre la nuova minaccia si allargava a macchia d'olio sui cinque continenti, i batteri imparavano a difendersi dagli antibiotici, e la globalizzazione contribuiva alla diffusione di nuovi agenti infettivi. La medicina si trova così costretta a scendere nuovamente in campo. E, fra vicende alterne, questa guerra è ancora in corso, purtroppo. Inoltre si sta assistendo a un rilassamento nei confronti delle regole precauzionali che si raccomandano. I dati sulla riduzione della mortalità, il fatto che ci si ammala meno, e la mancanza di morti illustri negli anni recenti sono tutti dati positivi, ma stanno facendo abbassare la guardia. La sensazione è che "la nottata sia passata" e che non valga più la pena seguire regole di comportamento. All'abbandono delle regole però fa da contraltare un aumento del rischio, che è ben visibile nella ripresa di varie malattie, come la sifilide e le epatiti A e B, ed altre determinate da virus pericolosi. Le guerre e le malattie abbassano la speranza di vita e pregiudicano le possibilità di sviluppo sociale ed economico di molte nazioni del Terzo Mondo. Missionari cattolici e medici laici sono impegnati nelle aree di emergenza con una convinzione: solo un’azione di cura e di prevenzione può garantire un futuro ai Paesi più poveri. Per questo hanno realizzato dispensari, ospedali, infermerie. Hanno curato (e dato assistenza spirituale) bambini, anziani, tubercolotici, lebbrosi, malati psichici, ed emarginati. E il loro servizio è andato oltre. Hanno scommesso sulla formazione del personale sanitario creando scuole per infermieri e centri di pastorale sanitaria. Eppure non basta ancora… e magari noi ci lamentiamo per un mal di testa o la pressione un po’ alta!